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Stagione concertistica della cooperativa Teatro e/o Musica, inaugura la rassegna il violinista Uto Ughi


Il celebre violinista a Sassari per il concerto che apre la rassegna "Non solo Classica"
Uto Ughi oltre lo spartito



Un
nome d'eccezione per una rassegna di grande qualità: Uto Ughi, violinista di fama mondiale, inaugura a Sassari la Stagione concertistica "Non solo Classica" organizzata dalla cooperativa Teatro e/o Musica in collaborazione con il Comune di Sassari. Il 23 febbraio al Teatro Verdi, con inizio alle ore 21, Ughi sarà accompagnato al pianoforte dal maestro Alessandro Specchi in una serata che prevede nella prima parte le sonate di Leclair e di Beethoven, e nella seconda "La campanella" di Paganini, la "Fantasia su temi del Faust di Gounod" di Wieniawsky e l'"Introduzione e Rondò capriccioso" di Saint - Saens.

In un'attesissima conferenza stampa a Palazzo Ducale, cui hanno partecipato oltre al sindaco Gianfranco Ganau e all'assessore alla Cultura Angela Mameli, giustamente orgogliosi di fare gli onori di casa a una personalità tanto illustre, il maestro Alessandro Specchi e il direttore artistico di Teatro e/o Musica Stefano Mancini, il presidente del Conservatorio di Sassari Antonio Oggiano, Uto Ughi incalzato dalle domande dei giornalisti, ha parlato dello stato della musica classica in Italia, di sé, del suo amore per i viaggi. E ha subito definito la rassegna concertistica sassarese <di primissimo ordine, una rassegna di cui Sassari può andare fiera, con nomi scelti in base a un reale valore artistico, che fa onore alla città e che testimonia come un piccolo centro possa proporre eventi di rilievo assoluto più e meglio di altre realtà più grandi>.

Il
violinista ha infatti deplorato le "politiche" dei grandi teatri italiani le cui scelte artistiche sono spesso operate in base a clientelismi e non all'affermazione di un ideale disinteressato di arte, cultura e bellezza. Uno stato di generale decadanza che, ha detto Ughi, <riguarda tutto il Paese, come le ultime vicende di corruzione dimostrano>.

In prima linea nella promozione della cultura, Ughi da anni spende la sua notorietà e il suo impegno per la salvaguardia del patrimonio artistico nazionale. Ha fondato il festival “Omaggio a Venezia”, per segnalare e raccogliere fondi per il restauro dei monumenti storici della città lagunare. Analogo il lavoro prortato avanti dal 1999 al 2002 con il festival “Omaggio a Roma” con concerti aperti gratuitamente al pubblico e l'attenzione ai giovani talenti formatisi nei conservatori italiani. Impegno e ideali che il violinista riafferma ora col festival “Uto Ughi per Roma” di cui è ideatore, fondatore e direttore artistico.

Recentemente la presidenza del Consiglio dei ministri lo ha nominato presidente della Commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione per la diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile. Non è stato quindi un caso che anche a Sassari abbia voluto stigmatizzare lacune e problemi della promozione della cultura musicale in Italia.

<Il nostro - ha detto - è un Paese dalle grandissime tradizioni culturali anche e sopratutto in campo musicale, ma non promuove più in maniera adeguata lo studio e la conoscenza della musica né a livello scolastico né nella società. Il fatto che le quattro orchestre della Rai esistenti, già poche in un Paese di 60 milioni di abitanti, siano state ridotte a una, dimostra la considerazione che viene riservata alla musica classica. Anche i concerti trasmessi per televisione vengono relegati nelle fasce orarie notturne e quindi riservati a un'audience molto ristretta>.

Non
solo grande musicista e promotore di cultura. Uto Ughi ha raccontato la sua passione per i viaggi. Per i quali, ha rivelato, rinuncia volentieri a qualche impegno professionale andando a esplorare paesi e civiltà, per approfondirne da vicino storia, usi e costumi. Ama molto da questo punto di vista l'Asia e le sue testimonianze archeologiche. Della Sardegna dunque apprezza, non solo le acque cristalline dei suoi mari, ma anche i resti del suo affascinante e misterioso passato: le domus de janas, i nuraghi, le tombe dei giganti.

In quanto alla sua esibizione sassarese il violinista ha dichiarato di non avere ancora deciso quale dei suoi due straordinari violini sceglierà di utilizzare: se il Guarnieri del Gesù del 1744 o lo Stradivari del 1701, chiamato il "Kreutzer" perché appartenuto all'omonimo violinista cui Beethoven ha dedicato la celebre sonata. Entrambi rarissime opere di inestimabile valore del genio dei due più grandi liutai italiani.

<Dipenderà dall'acustica del teatro - ha precisato Ughi - anche se in linea di massima credo che la scelta cadrà sul Guarnieri>. La differenza tra i due? Per spiegarla Ughi ricorre alla storia dell'arte: <Il suono del Guarnieri può essere paragonato a un dipinto del Caravaggio o a quello di un pittore fiammingo, con un timbro più "scuro" e più "nordico", lo Stradivari somiglia a un Raffaello, più luminoso e mrediterraneo>.

Tutti esuariti gli abbonamenti in prevendita per la rassegna e grande attesa anche per gli appuntamenti successivi, tutti con inizio alle ore 21: il
3 marzo sarà di scena l'ensemble dei Salzburg Chamber Soloist diretto dal violinista Lavard Skou-Larsen con un confronto fra le Stagioni di Vivaldi e quelle di Piazzolla. Il 30 marzo sarà la volta del pianista jazz Enrico Pieranunzi con un programma dedicato a Domenico Scarlatti. A chiudere la rassegna sarà il 12 aprile il quartetto d'archi Atheneum Berlin, formato da strumentisti provenienti dal celebre complesso dei Berliner Philarmoniker, insieme al pianista Igort Cognolato. In programma musiche di Brhams e Mozart.

<La risposta entusiastica di Sassari - ha detto Stefano Mancini- dimostra che la città ha tradizioni musicali ben radicate e chiede musica di qualità. Una richiesta cui speriamo diano una risposta in tempi brevi i nuovi spazi teatrali in costruzione>.

(23 febbraio 2010)

sopra Uto Ughi durante la conferenza stampa a Palazzo Ducale col sindaco Gianfranco Ganau e mentre riceve una targa ricordo dal sindaco; nella foto in basso da sinistra: il presidente del Conservatorio di Sassari Antonio Oggiano, l'assessore Angela Mameli, Il sindaco Gianfranco Ganau, Uto Ughi, il direttore artistico di Teatro e/o Musica Stefano Mancini, il maestro Alessandro Specchi






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