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Ricordo di Dario Fiori

Il 22 ottobre alla Fondazione Mudima di Milano il ricordo dell'architetto, editore e creativo sassarese
Dario Fiori, creatività e cultura nell'Italia degli anni '70


Architetto, stilista, ma anche militante politico e agitatore culturale, grafico creativo, autore televisivo e collezionista appassionato: questa in sintesi la personalità di Dario Fiori, nato a Sassari nel 1950 dove aveva frequentato il liceo Canopoleno per poi iscriversi nel 1969 alla facoltà di Architettura di Milano.

Scomparso il 13 giugno 2008, Dario Fiori è stato ricordato lo scorso 22 ottobre nel corso di una serata alla Fondazione per l'Arte Contemporanea Mudima a Milano. <Per tutta la sua vita Dario Fiori- ricorda l'organizzatore dell'evento, lo scrittore Franco Berardi Bifo - ha raccolto materiali grafici che provenivano dalla realtà culturale e sociale del suo tempo: il suo collezionismo era passione del contemporaneo, passione per l'esistenza che produce oggetti, segni, parole di poesia> . Nell'incontro verrà esposta una piccola parte dei tanti materiali da lui prodotti, curati e raccolti. Verranno inoltre mostrati alcuni filmati che parlano di lui e interverranno diversi suoi amici a ricordarlo.

<Dopo esserci frequentati intensamente tra il '75 e l' '82 - prosegue Berardi Bifo - l'ho rivisto molto raramente negli anni successivi. Perciò voglio ricordarlo come l'ho conosciuto, negli anni a cavallo tra il decennio settanta e il decennio ottanta. In quegli anni Dario fu un animatore culturale straordinario. Aveva il talento del grande editore, e nel 1976 lanciò la collana Squilibri. La grafica delle copertine era sua, e la scelta dei titoli anticipò molte cose di quel che è emerso di più interessante nella cultura dei due decenni successivi>.

Fra i titoli curati personalmente da Dario Fiori, Berardi Bifo ricorda "Sarà un risotto che vi seppellirà", il primo libro che parlava - nel 1976 - dell'emergente fenomeno dei centri sociali; "Limoni neri", un romanzo di droga depressione rivolta; "Stalin loves", un pastiche ironico porno-dadaista sulla sessualità immaginaria del dittatore georgiano; "Desiderio e rivoluzione" di Guattari, dove il pensiero rizomatico incontrava le tematiche dei movimenti autonomi; "William Blake in Beulah" di Corrado Costa. Nei primi anni Ottanta Fiori diresse per alcuni anni "Musica '80", la rivista fondata nel 1980 da Franco Bolelli e fu fra gli autori della rivista satirica " Il Male".

<Dario sceglieva, componeva, illustrava i suoi libri - sottolinea Berardi Bifo - con minuziosa follia, con grazia delicata ed ironica. Quando io lo conobbi, nel 1975, Dario era conosciuto negli ambienti del movimento studentesco e dell'intellettualità cittadina. Insieme lavorammo alla rivista " A/traverso", il primo esperimento di cultura desiderante e di grafica punk. Negli anni successivi lanciò una serie di fogli creativi, da "WOW" a "Squilibri" e "Catastrofe", concepito e realizzato nel 1978, quando le avvisaglie della tempesta repressiva si avvicinavano>.

<Alcune frasi che Dario mi disse - ricorda ancora Berardi -in quegli anni frenetici e densi di intuizioni, mi hanno accompagnato negli anni successivi come un'illuminazione, come una profezia, come un gioco di linguaggio che illumina il mondo di una luce oscura. Un giorno del 1979 Dario mi disse: "Il capitalismo non è biodegradabile". In quegli stessi anni a Vincennes Foucault teneva il seminario che è stato recentemente pubblicato col titolo
Naissance de la biopolitique in cui si dicono cose che la frase di Dario sintetizzava perfettamente. Un'altra volta, in quegli anni nei quali si spalancavano abissi, Dario mi disse: "L'umanità non ha più alcuna ragione di stare insieme." Trent'anni dopo purtroppo sappiamo che Dario vedeva lontano>.

(24 ottobre 2009)

sopra l''immagine di Dario Fiori scelta per l'invito alla serata organizzata in sua memoria alla Fondazione Mudima di Milano

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