cultnews

Cerca nel sito

Vai ai contenuti

Presentato il trittico del '500 sardo scoperto in Germania da un antiquario di Cagliari


Studiosi a raccolta per un primo parere sull'attribuzione dell'opera ritrovata in Germania
Presentato il trittico del '500 sardo
scoperto da un antiquario di Cagliari



Una scoperta che ha avuto vasta eco sulla stampa isolana e destato grande interesse nel mondo degli storici dell'arte sarda. E' quella fatta da Dante Crobu, antiquario e titolare a Cagliari della Galleria Capitol, che ha individuato e riportato in Sardegna quello che anche a detta di altri esperti sembra essere un trittico devozionale realizzato nell'isola e databile intorno alla seconda metà del '500.

L'opera era stata messa in vendita in Germania, come trittico di artista catalano del XVI secolo. Ma dalle fotografie il gallerista, confortato dall'opinione della storica dell'arte Maria Paola Dettori, aveva sospettato che potesse trattarsi di un lavoro eseguito nell'isola.

La grande tavola centrale raffigura infatti una Crocifissione che rimanda al celebre crocifisso ligneo del Cristo di Nicodemo, conservato nella chiesa di San Francesco di Oristano, opera di riferimento dell'iconografia sarda del '500. Un indizio che ha subito spinto l'antiquario a pensare che potesse trattarsi di un'opera di artista sardo della scuola di Stampace.

L'antiquario
ha quindi intensificato le trattative con i venditori e concluso rapidamente l'acquisto dell'opera per evitare che potesse prendere altre strade. Una volta smontate le tavole ed esaminata la cornice, risultata coeva del dipinto, ha verificato che con tutta probabilità non si tratta di un retablo, come inizialmente aveva ritenuto, bensì di un trittico devozionale commissionato da un privato.

Le tavole laterali, raffiguranti san Girolamo, san Giorgio, san Francesco e sant'Eulalia, erano infatti originariamente due tavole intere, solo di recente tagliate a metà e poi ricostituite nell'evidente tentativo, poi abbandonato, di vendere i pezzi separatamente.

L'opera, intitolata "Trittico della Crocifissione e dei Santi", è giunta nelle mani di Crobu provvista anche di un timpano (cappello triangolare sovrastante la tavola centrale) che ad un esame accurato si è però rivelato di fattura recente.

Gli interrogativi sul dipinto non sono perciò pochi e di immediata soluzione: dall'attribuzione alla datazione precisa, dalla committenza al motivo per cui l'opera, se effettivamente eseguita in Sardegna, sia poi stata portata via dall'isola.

Quesiti
ai quali non è possibile dare una risposta immediata e che Crobu ha proposto a esperti e studiosi di storia dell'arte sarda, chiamati a raccolta lo scorso 22 maggio nel Museo Diocesano di Cagliari per una presentazione ufficiale del trittico in occasione della quale sono state avanzate le prime ipotesi.

All'incontro hanno partecipato l’assessore regionale alla Cultura Maria Lucia Baire, il preside della facoltà di Lettere di Cagliari Roberto Coroneo, gli storici dell'arte Aldo Pillittu, Mariella Scano Naitza, Lucia Siddi e la ricercatrice Alessandra Pasolini.

"Considerando - ha argomentato Crobu nel corso del convegno - che nella chiesa delle Carmelitane scalze di Madrid esiste una tela dei primi del Seicento che raffigura la "vera immagine", quella pittorica, del Cristo di Nicodemo, qual era la circolazione della stessa fuori dalla Sardegna? Dobbiamo pensare che l'opera sia stata immeditamente portata altrove o che le altre analoghe siano tutte, si spera solo momentaneamente, andate perdute?"

Fra gli storici è stato Aldo Pillittu a considerare l'ipotesi che si tratti di “un trittico di devozione privata di un pittore tardo manierista sardo il cui committente potrebbe essere un nobile catalano insediato in Sardegna”.

Raffrontando
il trittico con opere del XVI secolo di varia provenienza, Pillittu ha fra l'altro ipotizzato che l'opera sia ispirata a quelle di pittori fiamminghi del '500 che presentano stili e particolari simili e che possa forse derivare da una stampa del 1567 di Cornelis Cort. La datazione più probabile dell'opera sarebbe da collocare dunque fra gli anni '70-'80 del '500 anche se Pillittu non esclude una datazione più tarda, che potrebbe arrivare a toccare i primissimi anni del '600.

Fra i nomi di artisti sardi che potrebbero essere presi in esame per un'attribuzione, Pillittu ha citato quelli di Antonio Serra che fra il 1573 e il 1578 lavorò a Barcellona e di Michelangelo Mainas del quale è documentata la presenza a Napoli ma di cui peraltro si conoscono pochi altri dati.

L'idea che la realizzazione dell'opera sia il frutto di una committenza catalana è comunque suggerita dalla presenza di santi come san Giorgio, patrono della Catalogna ma anche dell'Aragona, e sant'Eulalia, patrona di Barcellona.

Secondo la docente Mariella Scano Naitza si potrebbe invece pensare a un manierista campano che abbia lavorato in Sardegna al servizio di un committente appartenente alla nobiltà catalana residente in Sardegna.

E' stato Roberto Coroneo a sottolineare, aldilà dell'analisi storica, come l'avere riportato in Sardegna l'opera costituisca un fatto di grande rilevanza non solo per l'isola nel suo complesso “ma anche per la comunità degli studiosi chiamati a un confronto e a una condivisione di metodi e conoscenze“.

Le domande sollevate dal ritrovamento delle tavole rimangono dunque per ora aperte. Saranno studi specifici di approfondimento a proporre risposte più documentate e meditate. Il trittico, che verrà sottoposto a restauro, va ad arricchire la vasta collezione privata dell'antiquario cagliaritano che sta costituendo una fondazione che porta il suo nome tramite la quale intende esporre le opere più importanti e significative di sua proprietà in una sede museale stabile.

Eugenia Da Bove

(25 maggio 2010)

dall'alto: il trittico prima dell'esame della cornice; l'assessore Maria Luicia Baire e l'antiquario Dante Crobu alla presntazione dell' opera; gli storici dell'arte Aldo Pillittu e Roberto Coroneo; le tavole esposte durante il convegno al Museo diocesano





Home Page | arte | letteratura | spettacolo | fotografia | fotogalleria | costume e società | ambiente | agenda | contatti | archivio | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu