Francesco Abate presenta il suo nuovo romanzo "Chiedo scusa" il 2 ottobre a Porto Torres
Lo scrittore e fotografo Mario Pischedda lo ha intervistato per il suo blog
Se il fegato è un secondo cuore
Francesco
Abate presenterà il suo nuovo romanzo, “Chiedo scusa” il prossimo 2 ottobre alla Libreria Internazionale Koiné di Porto Torres nei nuovi spazi aperti di recente nel corso Vittorio Emanuele. L'incontro è fissato per le ore 12 e sarà anche l'occasione per un aperitivo e per conoscere la nuova libreria.
Il libro di Abate racconta la storia di Valter, cronista di nera in un giornale di provincia, un tipo sarcastico e disincantato, che vive come se fosse già “il giorno dopo”. Non ama guardare indietro, nel suo passato ci sono ombre che preferisce non ricordare.
Finchè un giorno si accascia in redazione, perdendo sangue. Il responso è definitivo: epatite. Per vivere, serve un fegato nuovo, punto e basta. E allora Valter comincia a vivere nel presente, in attesa di “quella” telefonata, il futuro perde ogni consistenza e il passato non sembra più così cupo da non poterlo rievocare.
Il presente si popola di personaggi nuovi, è pieno di speranza, dolore e terapie invasive, e riequilibra il mondo di Valter, convinto che il mondo gli dovesse qualcosa e che la sua odissea per la sopravvivenza porta a voler chiedere scusa a tutti.
“Chiedo scusa” (Einaudi) è nato da una storia vera, quella di Francesco Abate, che ha scelto di raccontarla a quattro mani con un suo vecchio amico, l'attore Valerio Mastandrea che per questo impegno extra-cinematografico ha scelto lo pseudonimo Saverio Mastrofranco.
Lo scrittore e fotografo Mario Pischedda, ha intervistato Francesco Abate per il suo blog mariopischeddainmovement. Un'intervista nello stile immediato e informale che caratterizza il vulcanico blogger e che, per sua gentile concessione, Cultnews propone integralmente qui di seguito ai suoi lettori.
Mario Pischedda intervista Francesco Abate
"vi chiediamo scusa ad alta voce"
ti
chiedo scusa anch’io
Sono io che chiedo scusa.
francesco, come vedi il mondo
Difficile. Chiuso in cerchi claustrofobici, ammalato. Ma sanabile se decidiamo in tanti di guarirlo iniziando a curare noi stessi e quelli che ci stanno vicino. Non possiamo pensare al cambiamento se non siamo disposti a cambiarci e cambiare il nostro vicino.
la prima cosa che fai al mattino
Dedico i miei pensieri a una persona. Quella che mi ha dato la possibilità di rivivere.
il telefono quando squilla
In questi giorni annuncia sempre belle novità. In passato solo grandi rotture di coglioni.
il cellulare
Lo dimentico ovunque. Lo faccio cadere con distrazione. Forse il mio inconscio se ne vuole privare. Ma non è possibile.
un messaggio curioso
Ma Valter, il protagonista del tuo nuovo romanzo, è il tuo V-alter ego?
l’ora più propizia per la scrittura
L’alba, le prime ore del mattino per la scrittura di struttura di un romanzo, quelle pagine sui cui si costruisce la spina dorsale del racconto. La notte per quella creativa e di perfezionamento.
una via di cagliari
Il bagnasciuga del Poetto. Quegli otto chilometri fra sabbia e mare che si possono percorrere da Cagliari al Margine Rosso di Quartu senza
interruzioni, semafori, stop, precedenze. E lì che si riordinano le idee, si fanno progetti, si pianifica dunque il futuro e si ricapitola il passato ma soprattutto si gode del presente.
la degenza
L’ultima è stata un calvario. Vorrei non ripercorrerla.
il fegato descrivilo
Non è vero che abbiamo un solo cuore. Il fegato è il secondo. Regola gli impeti del corpo. Li modera, li infiamma.
Dall’attività sessuale a quella gastrointestinale, passando persino per quella nervosa, ogni funzione del fisico è regolata dal fegato. Avevo un fegato malato e rabbioso. Ora riflessivo e moderato, sano. Sarà forse perché non è più un fegato maschio ma donna?
l’operazione
L’unica uscita di sicurezza per mettersi in salvo. Ma non è un gesto meccanico semmai mistico.
Non è routine ma severa disciplina che ha origine da un sacrificio umano, di chi morendo ha determinato di
donare tutta se stessa affinché dalla morte scaturisse nuova vita.
l’amicizia
Un’ancora di salvezza, a volte amara delusione.
l’amore
Rispondo con una frase del mio libro: “Alla fine l’unica cosa che conta è l’amore che hai dato e quello che hai ricevuto. Hai capito, Valter? Il resto è nulla. E tu sei ancora nulla”.
il cibo
Per anni è stato solo privazione sofferta. Oggi privazione, ma chi se ne frega.
la sardegna
Qui sono nato, qui ho scelto di vivere. Qui voglio continuare a vivere e questa terra non la scambio con niente al mondo, neppure con una buona carriera.
un film
Amarcord di Federico Fellini. La poesia e la vita, la nostalgia sana, l’ironia, il buffo. L’Italia di ieri e di sempre.
una canzone
“Piove deserto” dei Sikitikis mi ha tenuto vivo nei giorni peggiori della degenza in terapia intensiva.
un autore a te caro
Due. Posso? Franz Kafka, Leonardo Sciascia. Non serve neppure aggiungere perché.
la vita, può esserci una definizione
Una bella battaglia. Vale sempre combatterla.
la paura
La paura a volte ti frega e a volte ti salva.
una frase ad effetto
Baccagà!
un luogo comune
L’asino sardo lo freghi una volta sola. Propongo un referendum per abrogarlo. Ci imbrogliano da secoli e continuano
ad imbrogliarci grazie a tanti fiancheggiatori locali.
la sera
Mi piace quella estiva che si allunga e non finisce mai. Quel bel tepore primaverile e bel primo fresco autunnale.
la notte
L’ho vissuta per anni in maniera molto intensa ed eccessiva. Non me ne pento, anzi è stata una lunga e bellissima notte, ma non mi manca.
il giornale
La prima grande passione, vera.
la sofferenza
Fa parte della vita, non le si può sfuggire bisogna imparare a conviverci, solo che si impara troppo tardi.
A volte è un dono, ti regala una nuova visione del mondo. Altre solo un inutile accanimento del destino.
la gioia più grande
Svegliarmi e incontrare gli occhi di mia moglie, poi sentire la voce di mia figlia.
continuo a meravigliarmi di esistere
Anche io.
francesco grazie, persona meravigliosa (n.d.r. ed intervista meravigliosa, ne è valsa la pena insistere)
(30 settembre 2010)
sopra la copertina del nuovo romanzo di Francesco Abate; in basso lo scrittore nella foto di Daniela Zedda