A Sassari lo scorso 14 aprile il convegno
organizzato dall’Associazione “Marco Magnani”
Pettirossi da combattimento (ma anche bisonti)
per abbattere le barriere del sistema dell'arte
“Pettirossi
da combattimento”, ma anche bisonti che si muovono con grazia. Due immagini, a prima vista inconciliabili, per descrivere la maggior parte dei giovani artisti e curatori contemporanei, alle prese con un sistema dell’arte sempre più avaro nei confronti del nuovo e della sperimentazione.
I pettirossi cantati da De Andrè nella Domenica delle Salme hanno dato il titolo, ieri all’Accademia di Belle Arti di Sassari, al convegno organizzato dall’Associazione “Marco Magnani”, promotrice dal 2004 di un premio internazionale che, col sostegno del Comune di Sassari, promuove artisti e curatori attraverso residenze in Sardegna e mostre corredate da cataloghi.
Il metodo-bisonte (attacco frontale, senza fragilità da perdenti, ma ingentilito dall’arte) è, invece, sia il sistema personale che l’invito-provocazione lanciato ai giovani dalla direttrice del Man Cristiana Collu, tra le relatrici del convegno insieme ad Anne Alessandri, direttrice del Frac (Fondo Regionale d’arte contemporanea) della Corsica e all’ex direttrice del Museo di Villa Croce di Genova, Sandra Solimano.
Tre donne, ha sottolineato Caterina Ruiu, presidente di “Marco Magnani”, che «pur rappresentando musei e istituzioni dimostrano una grande disponibilità a puntare sulla ricerca», in un momento in cui perfino un artista affermato come «Maurizio Cattelan annuncia di lasciare l’arte per l’editoria e di prendere le distanze da un sistema che non ti considera di qualità se non sei oggetto di speculazioni economiche».
Per fortuna, però, ogni tanto le eccezioni esistono. A partire dall’Associazione Marco Magnani, nata per non disperdere il lavoro di un critico illuminato. O dal Frac, che con le sue residenze d’artista favorisce gli scambi interculturali tra giovani. C’è poi la “meteora” Genova.
«Dal 2006 al 2008 –ha ricordato Sandra Solimano- il Museo d’arte contemporanea Villa Croce, che all’epoca dirigevo, in sinergia con un amministratore comunale illuminato e l’Accademia di Belle Arti ha dato vita al Bag, la Borsa d’Arte Giovane, nella Borsa dei Mercanti, una sorta di piazza coperta al centro della città, uno spazio informale molto amato dai ragazzi. Il primo progetto è stato una mostra di “street art”: 20mila spettatori e un enorme successo».
Peccato,
però, che dopo tre edizioni, il Comune si sia mostrato molto meno illuminato e, col pretesto che gli impianti non erano perfettamente a norma, abbia trapiantato «il Bag a Palazzo Ducale, dove vigono regole precise» e dove il premio ha finito per mummificarsi.
Il terzo faro nella nebbia è quello di Nuoro, con gli ottimi risultati ottenuti dal metodo bisonte-con-grazia della direttrice del Man: ben vengano il monitoraggio dei giovani e le borse di studio Man-Gaswork, insieme al lavoro di persuasione sugli «amministratori» affinché investano «su un periodo lungo, che vada oltre il loro mandato».
Senza trascurare, però, il pronto-incasso che il museo ricava da mostre di grande affluenza, come quella dedicata a Fabrizio De Andrè. Perché il Man, precisa Cristiana Collu, «è un attore sociale, i soldi che servono per farlo andare avanti sono di tutti, e non può essere un posto di nicchia».
E Sassari? Per l’assessore provinciale alla cultura, Bruno Farina, «sono in atto sinergie interessanti, ma la città ha bisogno di spazi che devono essere resi vitali. Il settore della cultura non è ancora visto come strategico da chi ha responsabilità in tal senso, mentre invece i dati dimostrano che ha ricadute positive, sia economiche sia di contrasto alle devianze sociali».
Ma c’è un progetto in città che inizia a farsi notare anche fuori dalla Sardegna. E’ l Ex-Q, secondo l’ex direttrice del Villa Croce di Genova un esperimento che dimostra la capacità dei giovani di «creare progetti e metterli sul mercato, attraverso la ricerca di sponsor e finanziamenti». Un sintomo della necessità di diventare «imprenditori di sé stessi, in un momento in cui, insieme al posto fisso, è tramontato il miraggio di un intervento dall’alto che aiuti gli artisti ad andare avanti»
Grazia Brundu
(15 aprile 2011)
sopra la locandina del convegno; in basso l'ingresso dell'Ex-Q a Sassari: negli spazi dell'ex Questura da circa un anno gruppi di giovani artisti sperimentano nuovi modi di aggregazione e produzione artistica dando vita a laboratori, stage ed esposizioni