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“Nozze di sangue”, felice incontro di passioni mediterranee


Successo al teatro Verdi di Sassari lo scorso 12 gennaio
per l'opera di Garcia Lorca nella traduzione di Marcello Fois
"Nozze di sangue”, felice incontro
di passioni mediterranee


Il pugnale luccicante all'esordio, intriso nel sangue dell'epilogo, è strumento irrinunciabile di identità, logo inconfondibile di appartenenza, unità di misura di una onorabilità che non ammette appelli.

Intorno l'arma primordiale, strumento di lavoro, appendice o estensione innaturale della pelle, altri elementi non secondari trasportano nelle viscere dell'isola, passioni e pulsioni non meno forti del cuore iberico e mediterraneo del vecchio continente.

Il clan circolare, disegnato da sedie impagliate e veli neri delle anziane di Barbagia, l'agape comune, ristorata dai dolci tipici e dal Cannonanu deciso e sincero, il lavoro incessante nel ricamo matriarcale della Madre.

Sullo sfondo, la vicenda passionale che fonde in un incontro emozionale e teatrale unico, la lingua spagnola, italiana e sarda. Rivive nella traduzione di Marcello Fois con la regia di Serena Sinigaglia, il “Bodas de Sangre”, Le nozze di sangue, scritta nel 1932 da Federico Garcia Lorca.

La
tragedia ispirata ad una storia vera di un omicidio, avvenuto a Nijar in Spagna nel giugno del 1928, è ambientata nella Barbagia di primo Novecento, con un esemplare allestimento del Teatro Stabile della Sardegna associato alla compagnia Atir di Milano.

Reduce da tre bellissime settimane di repliche al teatro Ringhiera di Milano e da due tappe nel perugino. Un lavoro immane per i protagonisti sul palco, pronti al dialogo nel sardo barbaricino senza perdere il filone principale in italiano.

Ricorda la fatica, gratificata dalla soddisfazione del tutto esaurito in platea e dalle ovazioni di applausi, Maria Grazia Bodio.

L'attrice cagliaritana (sul palco nel duplice ruolo di domestica e vicina, fonte di informazioni vitali) stretta nel saluto di tanti amici in camerino, racconta di essersi buttata a capofitto in questo lavoro linguistico arduo, duro soprattutto per i giovani attori del “continente” che hanno studiato e recitato con una passione indicibile.

Lia
Careddu, è ugualmente contenta. La sua interpretazione è magistrale insieme con Cesare Saliu, il padre della sposa, Sandra Zoccolan.

Le visioni autoctone proiettate nella recitazione: i sapori campestri, le fughe a cavallo, l'ebbrezza e la debolezza degli amanti fedifraghi si ricongiungono ad un valore antropologico che assume connotati drammaticamente contemporanei.

“..Si putroppo questi temi, sono sempre contemporanei..” ammette l'attrice, con il sorriso sempre luminoso.

Dopo le due repliche al teatro Verdi, l'epilogo del tour Cedac ad Oristano questa sera, la ribalta si riapre in provincia di Perugia per continuare ancora nel nuovo anno.

A Sassari, il prossimo appuntamento con la prosa è fissato per il 20 gennaio, la prima delle due serate con il ritorno di Goldoni. Sul palco “La Locandiera”. Altra opera da non perdere: in scena la coppia Elena Bucci Marco Sgrosso.

Luigi Coppola

(13 gennaio 2011)

sopra nelle foto di Luigi Coppola alcuni momenti di "Nozze di Sangue"



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